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Sulle tracce archeologiche di Capraia

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L’Isola di Capraia non è solo bellezze naturali: reperti archeologici e antiche vasche in pietra raccontano una storia secolare, tutta da scoprire.

La natura rigogliosa che ammanta Capraia ha da sempre costituito un piccolo paradiso per gli amanti delle avventure e delle attività all’aperto, mentre il caratteristico borgo che dà il nome all’isola è una meta per chi cerca scorci nuovi e luoghi da esplorare, perfetti per momenti di relax. Ma Capraia è anche uno scrigno di tesori archeologici: negli anni sono stati ritrovati numerosi reperti nascosti nel sottosuolo o nei fondali marini, delle piccole meraviglie da scoprire con un itinerario dal fascino storico e culturale.

Esplorando l’isola non è difficile imbattersi in curiose vasche in pietra di forma quadrata, scavate nel terreno. Si tratta dei Palmenti, delle conche secolari che venivano utilizzate dalle donne capraiesi per la pigiatura dell’uva! Per scoprire questi antichi tini per la produzione del vino — che risalgono all’incirca al XVI secolo — ci si può dirigere in tre aree principali: i Palmenti del Segaleio si trovano nei pressi del borgo e si raggiungono partendo dalla piazza e seguendo poi un sentiero sterrato; sulla costa, dove il Forte di San Giorgio separa il mare dalle abitazioni, si trova un altro nucleo archeologico: i Palmenti di Forte San Giorgio sono probabilmente i più antichi dell’isola, databili prima del 1500, periodo in cui iniziarono i lavori del castello. Un’ultima area significativa è quella dei Palmenti delle Tigghielle, “nascosti” nella natura e raggiungibili con un bel trekking che segue il sentiero nella macchia.

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I Palmenti di Capraia

Oltre alla storia locale, a lasciare le tracce del loro passaggio sono state le navi, gli eserciti e i popoli che nei secoli hanno transitato nei pressi di Capraia; tracce che, nascoste alla vista per molto tempo, hanno infine rivisto la luce e si possono ammirare visitando l’isola. 

Tra i reperti più importanti ci sono quelli ritrovati nella Tomba del Guerriero, scoperta nel sagrato della Chiesa di Santa Maria Assunta; lo scheletro e il corredo trovati all’interno del sepolcro hanno permesso di stabilire che si trattava di un giovane soldato vissuto intorno al V secolo d.C., da cui il nome “Tomba del Guerriero”.

La vasta distesa blu del mare che circonda l’isola ha invece restituito reperti risalenti probabilmente all’epoca ellenistica: il Relitto delle Formiche è uno dei ritrovamenti più importanti, ancora oggi oggetto di studio e circondato da misteri. 

Le scoperte strabilianti fatte sul fondo del mare e all’interno della tomba sono esposte nella mostra permanente Il Ritorno del Guerriero, ospitata nella sagrestia del complesso di Sant’Antonio: un percorso affascinante per scoprire un volto di Capraia che parla di tempi antichi e secoli passati.

Da non perdere è la Venere di Capraia, una statua acefala risalente all’antica Roma: esposta al pubblico dopo tanti anni dal suo ritrovamento, la Venere — richiamando le statue delle divinità dell’acqua — suggerisce che un tempo, nel territorio dell’isola, fosse presente una villa patrizia o un complesso termale ormai scomparso.

Paradiso outdoor per gli amanti dell’avventura e gioiellino di grande valore per chi cerca storia e cultura, l’Isola di Capraia riserva sorprese e meraviglie da scoprire in ogni suo angolo, dagli edifici storici del borgo ai colorati fondali tirrenici, dalle salite sui monti all’area dell’ex Colonia Penale.

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